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Il grande poeta era ormai vecchio.
Da qualche anno trascorreva alcune settimane di vacanza in una casetta sulla costa occidentale degli Stati Uniti d’America.
Era una casetta bianca, di legno ed era situata vicino all’oceano.
Il vecchio poeta si alzò presto quel mattino e come di consueto s’incamminò verso la costa per fare la sua solita passeggiata.
Giunto sulla costa che scendeva a picco sul mare notò che l’acqua si era ritirata per la bassa marea.
Quando sopraggiungeva la bassa marea le acque dell’oceano ritirandosi lasciavano sul lembo di sabbia migliaia di stelle marine.
Le stelle marine portate dalle correnti e abbandonate dalle acque dell’oceano erano destinate a morire.
Succedeva tutti i giorni.
Quel giorno il vecchio poeta notò che un ragazzo camminava sulla sabbia lasciata scoperta dalle acque e si fermava accanto alle stelle marine; con molta cura le sollevava e quindi le riponeva nell’acqua, qualche metro più in là.
Il vecchio poeta osservò a lungo la scena. Era meravigliato e nello stesso tempo incuriosito. |
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Attraverso uno stretto e tortuoso viottolo scese lentamente fino a raggiungere il ragazzo che intanto continuava il suo lavoro; gli si avvicinò e dopo averlo salutato gli chiese cosa stesse facendo.
“Vede signore” rispose il ragazzo “ogni volta che viene la bassa marea, dopo la scuola vengo sulla spiaggia, raccolgo le stelle marine e le ripongo nell’acqua”.
“Ma a cosa serve?” soggiunse il poeta “ Ce ne sono a migliaia, non riuscirai mai a salvarle tutte”.
“Sì è vero” rispose il ragazzo “ma quelle che ripongo nell’acqua sono salve, io faccio la mia parte” e continuò silenzioso il suo lavoro.
Il vecchio poeta osservò il ragazzo con ammirazione.
Aveva ricevuto una grande lezione. |
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